Estimated Price:
$Realized Price:
$What is this symbol? This symbol indicates that this auction hose has verified this price result.
1912-1987
PAESAGGIO DI ANACAPRI (ULIVI)
cm. 110x140
firmato; firmato, intitolato, iscritto e datato 1954 sul telaio
olio su carta applicata su tela
PROVENANCE
Collezione Jan Greenless, Londra
Collezione Boris Ferri, Pistoia
Toninelli Arte Moderna, Milano-Roma
Galleria Annunciata, Milano
Galleria Medea, Milano
Collezione Volker Feierabend, Milano
EXHIBITED
Torino, Galleria Gissi, Omaggio a Bruno Cassinari, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, 1968, illustrato a colori
Savigliano, Museo Civico di Savigliano, Renato Guttuso a dieci anni dalla scomparsa, 1997, pag. 50, illustrato a colori
LITERATURE
J. Berger, Guttuso, Dresda 1957, tav. 63
J. Berger, Guttuso, Mosca 1962, tav. 63
E. Crispolti, Catalogo generale ragionato dei dipinti di Renato Guttuso, Vol. II, Milano 1984, pag. 11, n. 54/18, illustrato
NOTE
Nell'estate del 1954 Guttuso dipinge una serie di undici tele sul tema delle donne e del paesaggio di Anacapri. "I diversi dipinti sul tema delle donne di Anacapri che portano sul capo secchi d'acqua, o ceste di panni, o enormi involti d'erba, tendono ad esprimere l'intensità popolare e rusticana del tema in un vitalismo energetico letto nel movimento intenso dei corpi massicci e nell'ondeggiare ritmico, quasi, dei panni, (...), quasi che insomma Guttuso mirasse a cogliere una primaria, irreprimibile, e drammatica energia dei corpi, prima ancora che qualificarne socialmente il destino proletario."
(Enrico Crispolti, Introduzione a Guttuso, in Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso, Milano 1984, pp. XI, XII)
In Paesaggio di Anacapri, la figura della portatrice appare come una piccola icona immersa nell'estesa veduta della natura circostante dove il maestoso ulivo al centro della tela diventa protagonista. In questa larga composizione, Guttuso trasferisce la stessa forza e la tensione vitale dei corpi, presente nelle tele con protagoniste le donne, nel movimento quasi ondeggiante dei rami dell'ulivo. Inoltre vi è un netto contrasto tra la natura e il costruito: la prima è resa da un insinuante disegno-colore spontaneo, mentre il secondo è risolto con volumetrie elementari e compatte. Paesaggio di Anacapri appare come un manifesto della poetica di Guttuso dove la natura con la sua forza vitale, la sua bellezza e la sua spontaneità domina l'uomo e l'artefatto. Proprio nello stesso anno, 1954, in piena polemica tra i realisti e gli astrattisti, Guttuso afferma il suo credo realista: "La realtà non è oggetto, ma "soggetto"dell'opera d'arte, il naturalista copia, il realista sceglie e giudica e propone... Ai miei compagni astrattisti vorrei confessare che, come diceva Diderot, "ogni mattino mi sveglio con la speranza che essi si siano ricreduti durante la notte"... La via del realismo è la via della libertà e dell'umanismo... Che discorrete, astratti amici, di valore collettivo della linea retta? Vergognatevi di tale puerile sofisma".
(cit. in Renato Guttuso a dieci anni dalla scomparsa, catalogo della mostra, Savigliano 1997)
Additional Upcoming Lots
Catalog Information
Auction House
Sotheby's



We're Hiring!