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Provenance: Collezione Daverio, Varese
Asta Sotheby's, Milano, 5 marzo 1981, lotto 31
ivi acquisito dall'attuale proprietario
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Literature: "La Rivista dell'Arte", n.108, anno XII, Torino maggio 1981, p.91 (illustrato)
E. Crispolti, Catalogo Ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso, Milano 1984, vol. III, p. 47, n. 67/14 (illustrato)
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Notes: Artist's Resale Right ("droit de Suite"). If the Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer also agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Where there is no symbol Christie''s generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer''s for each lot, is calculated in the following way: 30% of the final bid price of each lot up to and including € 20.000,00 26% of the excess of the hammer price above € 20.000,00 and up and including € 800.000,00 18,5% of the excess of the hammer price above €800.000,00
"Importa molto "cosa" si dipinge. Ma ciò non è affatto indipendente dal "come" si dipinge. Può darsi che a questo punto l'arte visuale si stia dividendo in due rami, assai diversi fra loro. Le esperienze di "spazio-immagine", per esempio, sono il logico sviluppo di un certo astrattismo radicale. E perciò, su questo terreno, sono necessarie le ricerche legate alla tecnologia, le crazioni di nuovi ambienti, la provocazione di nuove emozioni visuali. Personalmente, io continuo invece a credere nella pittura come figurazione. Figure, cose, oggetti: tutto può essere nuovo, ed è nuovo, solo che se ne rispetti l'oggettività. Perché ogni cosa è oggettivamente nuova. Perciò considero ancora sbagliato un certo discorso sulla morte del quadro: non è finita la pittura come arte di dipingere quadri. Invece è finito il formalismo, secondo me, cioè la pittura per la pittura, e il misticismo dei valori pittorici". Risponde, fra l'altro, Guttuso nell'agosto 1967 ad un intervistatore de "L'Europeo".
(...) Oggettività e minime modificazioni che possono riproporre come nuovo ogni aspetto della realtà, figure, cose, oggetti, dice dunque Guttuso; e sono infatti sostanzialmente i termini della sua ricerca pittorica in questi anni. Capovolta in oggettività di distacco emotivo già nel 1964-65.
(...) La pittura di Guttuso si propone infatti nella seconda metà degli anni Sessanta come uno strumento di grande oggettività corale nella riaffermata possibilità di figurare, in termini di verità fisicamente partecipata, oggettivamente stabilita e riconosciuta, dell'immagine. Una certezza che giustamente a Guttuso sembra l'approdo di tutta qualla sua antica, giovanile, tensione al rapporto diretto con le cose, e alla capacità di narrarne pittoricamente, quindi di parteciparne in evidenza comunicativamente, l'incontro, le emozioni, i rapporti, l'intima densità e spesso violenza. Per raccontare sostanzialmente l'uomo e la sua situazione, un uomo naturalmente storico, cioè continuamente modificato, giacché in modificazione vitale (e sociale) quotidiana.
(...) L'oggettività, alla quale Guttuso si riferisce e che intende chiaramente raggiungere ora nella sua pittura, si realizza, secondo la sua prospettiva, in una distaccata nettezza di rapporti fondati, quale ipotesi di nuova formulazione di visione attualizzata, dunque, sull'osservazione della realtà dell'uomo nei termini della sua ultima trasformazione. Il riferimento alla realtà umana è per Guttuso imprescindibile: ma tale realtà è chiaramente percepita in continua trasformazione, nella sua visione di materialista dialettico, è intesa nella riduzione al presente. E dunque, ad una realtà che si trasforma necessariamente corrisponde una trasformazione dei modi del rapporto e della costruzione dell'immagine. Che realizza la sua novità, e attualità, tuttavia, non perciò in fratture e capovolgimenti, ma cogliendo e realizzando il senso di modificazioni minime ma reali, giacché devono corrispondere alla misura delle modificazioni effettive, continue, della realtà umana.
(A. Del Guercio, L'ottica metropolitana 1967-1969, in E. Crispolti, Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso, Milano 1983, p. XXIII-XXIV)