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Artist or Maker: Giorgio Morandi (1890-1964)
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Provenance: V. De Sica, Roma
L. Longanesi, Milano
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Exhibited: Monaco, Haus der Kunst, Giorgio Morandi , 18 giugno - 6 settembre 1981, cat.
Bologna, Galleria d'Arte Moderna, Morandi e il suo tempo , 9 novembre 1985 - 19 febbraio 1986, cat., p. 164, n. 40 (illustrato)
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, Morandi. Exposiciòn Antològica , 1 maggio - 5 settembre 1999, cat., p. 116, n. 18 (illustrato)
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Quando sfugge al limite naturalistico l'artista tocca i vertici di un pathos profondo, a volte tradotto in malinconico lirismo. Morandi nel 1929, anno al quale risale questa splendida "Natura morta", inizia il suo dialogo più arrischiato con gli oggetti che assumono caratteri più mutevoli. Si ergono ancora imperiosi, stupendi nell'orgoglio dei bianchi rosati, dei bruni, dei gialli spenti, nell'immancabile tocco del blu di Chardin, ma già cedono, si sfaldano in labili giochi di atmosfera. È specialmente nelle Nature Morte che si assiste a patetiche "demolizioni", alla riduzione dell'oggetto in fantasma di sè. "È come se l'oggetto diventasse la sua stessa ombra, e l'ombra investisse i rapporti luminosi con l'oggetto...". Questa improvvisa crisi che investe il quadro è attribuita dal Brandi, formalisticamente, al raffinarsi progressivo della sensibilità cromatica a cui Morandi è già giunto cimentandosi con la tecnica monocromatica dell'acquaforte. Nelle nature morte composte fra il 1929 e il 1937 prevale tuttavia una inedita tensione patetica che lascia nell'oggetto le tracce di un'implacabile erosione" (Franco Solmi). Non dimentichiamo che il 1929 è l'anno delle nature morte della Raccolta Jesi, della Raccolta A. Soffici e della Raccolta S. Mattioli che sono tra i capolavori dell'artista. In ognuna delle sue tele ritroviamo l'anima di Morandi; una sua natura morta, una sua composizione di bottiglie polverose e trasparenti, un suo paesaggio e un suo mazzo di fiori secchi ci raccontano tutta la vita, i gusti, le tristezze e gli amori di questo delicato e sensibile artista italiano. Pochi pittori sono riusciti come lui a infondere nella tela un senso così sereno e dolce della propria terra. I suoi oggetti casalinghi, ordinati in una semplice e armonica composizione fatta di leggeri, impercettibili ma acutissimi rapporti di forme, sforzi e masse, riescono a commuoverci più di qualunque magico, sconfinato e desolante scenario cittadino. Tutto è al suo posto, e smuovere una pennellata di un solo centimetro vorrebbe dire scompaginare l'equilibrio delle masse e mandare in rovina il frutto del suo lento lavoro.