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Dimensions: cm. 234x198,5
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Provenance: Sperone Westwater Gallery, New York, n. 146
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Exhibited:
Seattle, Seattle Art Museum, States of War , 1985
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Notes: Eseguito nel 1984
(...) C'era una valle coperta di pini e sottili cipressi,
chiamata Gargafia, sacra a Diana dalle vesti succinte,
nei cui recessi in fondo al bosco si trovava un antro
incontaminato dall?uomo: la natura col suo estro
l'aveva reso simile a un'opera d'arte (?)
Qui veniva, quand?era stanca di cacciare, la dea delle selve
per rinfrescare il suo corpo di vergine in acque sorgive. (...)
Mentre Diana si bagnava così alla sua solita fonte,
ecco che il nipote di Cadmo, prima di riprendere la caccia,
vagando a caso per quel bosco che non conosceva,
arrivò in quel sacro recesso: qui lo condusse il destino.
Appena entrò nella grotta irrorata dalla fonte,
le ninfe, nude com?erano, alla vista di un uomo
si percossero il petto e riempirono il bosco intero
di urla incontrollate, poi corsero a disporsi intorno a Diana
per coprirla con i loro corpi; ma, per la sua statura,
la dea tutte le sovrastava di una testa.
(...) Non avendo a presa di mano le frecce, come avrebbe voluto, attinse l?acqua che aveva ai piedi e la gettò in faccia all?uomo,
inzuppandogli i capelli con quel diluvio di vendetta,
e a predire l'imminente sventura, aggiunse:
"Ed ora racconta d'avermi vista senza veli,
se sei in grado di farlo!". Senza altre minacce,
sul suo capo gocciolante impose corna di cervo adulto,
gli allungò il collo, gli appuntì in cima le orecchie,
gli mutò le mani in piedi, le braccia in lunghe zampe,
e gli ammantò il corpo di un vello a chiazze.
Gli infuse in più la timidezza. Via fuggì l?eroe, figlio di Autònoe,
e mentre fuggiva si stupì d'essere così veloce. (...)
Mentre si arrovellava lo avvistarono i cani. Melampo e Icnòbate
quel gran segugio, per primi con un latrato diedero il segnale (...). Tutta questa muta, avida di preda,
per rupi, anfratti e rocce inaccessibili, dove la via
è impervia o dove via non esiste, l?insegue.
Lui fugge, per quei luoghi dove un tempo li aveva seguiti,
ahimé lui fugge i suoi stessi fedeli. Vorrebbe gridare:
?Sono Attèone! Non riconoscete più il vostro padrone??.
Vorrebbe, ma gli manca la parola. E il cielo è pieno di latrati.
Ovidio, Metamorfosi, libro III, vs. 155-231