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1896-1963
COMPOSIZIONE
cm. 65x80
firmato e datato A. XI
olio su tela
Eseguito nel 1933
L'autenticità dell'opera è stata confermata verbalmente da Augusto Garau, Milano
PROVENANCE
Collezione F. Guarini, Milano
Galleria Sianesi, Milano
Galleria Bergamini, Milano
Galleria Il Mappamondo, Milano
EXHIBITED
Ginevra, Galleria Krugier, De Metaphysica, 1965, n. 48
Ivrea, Centro Culturale Olivetti, Retrospettiva di Atanasio Soldati, 1965, n. 7
LITERATURE
P.C. Santini, A Soldati, Milano 1965, pag. 46, tav. 7
NOTE
"La posizione di questo artista è chiarissima: ordine contro Babele. Il "Novecento", estremo punto di arrivo del romanticismo, è responsabile dell'immane confusione prodotta nella pittura e nella scultura.La deformazione grottesca e volgare dell'oggetto, assunta come valore assoluto, è una menzogna che ripugna a coloro che si sentono figli di questo secolo. Gli elementi della nostra età sono tutti nell'ordine: la chiarezza ne è il risultato. Simbolismo, sfocamenti, sovrastrutture e verbosità - origini della decadenza - cedono il posto ad una franca visione della verità, intesa come regolatrice di tutta l'attività umana. Si arriva a questa verità a forza di logica. A forza di logica l'architettura è diventata razionale. Ora è la volta della pittura. Ma questo 'ora' ha già vent'anni. Picasso e Braque, nella loro produzione astratta - che è la migliore e, come tale, quella che sola rimarrà - aprono la via di uscita al dilemma cui si riduce tutta l'arte moderna: o rappresentazione del 'vero', di quello convenzionale che appare a tutti; o ri-creazione di quuesto 'vero' secondo il capriccio individuale dell'artista. La logica, che è il buonsenso nemico del senso comune, nega entrambe le affermazioni; la prima che è l'accademia, il materialismo pre-socratico, l'infantilità del pensiero; e la seconda che è la goffa superbia romantica, il pressapochismo dilettantesco, ossia il 'Novecento', l'umanesimo e simili mascherature del nulla. Che cosa potrà essere allora l'arte, se non è né il 'vero', né la deformazioone di questo 'vero'? L'arte non potrà che essere invenzione.(...) Inventare. Bandire dal quadro il fatto psicologico e sostituirlo con il fatto pittorico. Creare, ossia fare un'arte di idee e non di concetti. Servisri della propria testa.(...) Il passo più importante, quello di gettarsi risolutamente innanzi, è stato compiuto, superando per di più le esperienze futuriste e cubiste. Nei quadri di Soldati l'oggetto non è nè trasformato nè sezionato: il più spesso - ed è allora che la sua pittura raggiunge un valore assoluto - tale oggetto è dimenticato."
(C. Belli, Soldati, Bollettino n. 17 della Galleria del Milione, Milano, 1933)
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