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Dimensions: 194 x 132 cm.
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Provenance: DA UN'IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA (LOTTI 10, 102, 113, 132, 147, 148, 151, 189)
Palazzo Mocenigo, Venezia;
Collezione Privata.
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Exhibited: Venezia, Galleria dell'Accademia, e Vienna, Kunsthistorisches Museum, Jacopo Tintoretto. I Ritratti, 25 Marzo-10 Luglio 1994, e 31 Luglio-30 Ottobre 1994, cat. n. 32.
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Literature: G. Fiocco, "Tintoretto's Sebastiano Veniero", in The Burlington Magazine, vol. LXI, n. CCCLVI, 1932, pp. 196-201;
F.M. Kelly, "Tintoretto's Sebastiano Veniero", in The Burlington Magazine, vol. LXII, n. CCCLVIII, 1933, pp. 36-41;
E. von der Bercken, Die Gemalde des Jacopo Tintoretto, Monaco 1942, p. 132, n. 533;
P. De Vecchi, L'opera completa del Tintoretto, Milano, 1970, p. 133, n. 194, illustrato;
R. Pallucchini, "Echi della battaglia di Lepanto nella pittura veneziana del '500", in Il Mediterraneo nella seconda metà del '500 alla luce di Lepanto, Firenze 1974, p. 284;
R. Rossi, Jacopo Tintoretto. I Ritratti, Venezia 1974, vol. I, pp. 64-65, 134, illustrato a p. 160;
S. Mason Rinaldi, "Le virtù della Repubblica e le gesta dei capitani. Dipinti votivi, ritratti, pietà", in Venezia e la difesa del Levante. Da Lepanto a Candia 1570-1670, Venezia 1986, p. 15;
S. Mason Rinaldi, in Venezia e la difesa del Levante. Da Lepanto a Candia 1570-1670, Venezia 1986, pp. 27-28;
P. Rossi, in Jacopo Tontoretto. I Ritratti, catalogo della mostra, Venezia, Galleria dell'Accademia, e Vienna, Kunsthistorisches Museum, 25 Marzo-10 Luglio 1994, e 31 Luglio-30 Ottobre 1994, pp. 142-3, cat. n. 32, illustrato a colori.
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Notes: Il ritratto che presentiamo appartiene all'ultima fase della ritrattistica di Tintoretto e si colloca, con buona approssimazione, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio del decennio successivo del Cinquecento. Il personaggio raffigurato è il generale veneziano Sebastiano Veniero e la scena che si dispiega alle sue spalle è la celeberrima vittoria della flotta cristiana nella battaglia di Lepanto del 1571. L'artista eseguì un altro ritratto ma solo a mezzo busto di Sebastiano Veniero ora conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Altri due ritratti del condottiero, in passato attribuiti a Tintoretto, oggi non sono più considerati autografi. E precisamente il ritratto conservato alla Galleria Sabauda di Torino ed il ritratto di condottiero, che ripropone lo stesso sfondo del nostro dipinto, conservato in Germania allo Staatlisches Museum di Schwerin (si veda P. Rossi, Jacopo Tintoretto, Milano, 1990, pag. 70, nota 7).
Dal confronto con l'altra versione autografa qui menzionata, risalta l'eccezionalità del nostro dipinto: il ritratto a figura intera e l'ampiezza della composizione sono caratteristiche a cui il pittore ricorre raramente. Tintoretto ha voluto enfatizzare il valore di memoria storica che assume il ritratto e il legame stretto e non più solo allusivo, tra figura e sfondo contribuisce a rendere viva la contemporaneità dell'azione della battaglia. Il generale e il suo paggio sono infatti rappresentati nel momento immediatamente successivo della vittoria, ottenuta anche grazie alla protezione divina a cui fanno probabile riferimento le figure del Redentore e dell'Angelo nel cielo. Infine nel biglietto che il fanciullo consegna a Sebastiano Veniero c'è presumibilmente la notizia della vittoria stessa.
Accanto all'aspetto storico e celebrativo della scena rappresentata, bisogna sottolineare la briosità coloristica del ritratto stesso: un aspetto questo tanto caratteristico del suo linguaggio quanto raro nell'ultima attività, generalmente impostata su toni bassi e smorzati."La pennellata segna con leggerezza la barba bianca, che assume una trasparenza luminosa, rileva con percorsi spezzati, sottolineati dalle lumeggiature, il rosso cupo del manto su cui si staglia il rosso più vivo delle calze, tratteggia con estrema eleganza le rifiniture auree dell'elegante corazza da parata e del prezioso elmo, raffinatissimo brano di gusto tutto manieristico, alterna striscioline marron al blu petrolio della veste del fanciullo su cui si intona il colore azzurro cupo del mare e del cielo"( P. Rossi, Jacopo Tintoretto, Milano, 1990, pag. 64)
Il dipinto è stato notificato con D.M. del 25.7.1968.